Profilo di David AamesUn Sogno...ancoraFotoBlogElenchiAltro ![]() | Guida |
Un Sogno...ancoraa dream...again 19 novembre * XIII* APRI GLI OCCHIDavid : Perché? G: perché cosa? David: perché io… G. è la domanda più ricorrente che sento farmi… Silenzio. Il vento danza tra gli alberi… Tra l’erba…ombre appaiono cadere dal cielo… David : cosa sono quelle? Il suo sguardo…rivolto verso terra…lento.. sale verso l’alto.. David: Non…non riesco a vedere…Il sole mi abbaglia… Una mano i suoi riflessi portano sugli occhi… G: Guarda… La mano di lui si poggia sul suo braccio…sembra una piuma che carezza la sua pelle… Dolcemente…scopre i suoi occhi… David: Non posso…non ce la faccio a guardare… Li tiene chiusi… G: Devi… Puoi farlo… Lieve…la sua testa si rigira verso il cielo… Il viso contratto… gli occhi ancora chiusi… le rughe ai bordi… G: coraggio… Rilassati… Apri gli occhi… La voce di Lui sembra una tenera mano che li schiude… Nessun abbaglio… David: Signore… L’estasi si dipinge sul suo volto… David: Ma sono…sono… G: Sì… Si alza da terra…in piedi…le braccia lungo i fianchi… Gli occhi scrutano il cielo… David: Mio Dio… Silenzio… David: sono davvero… loro sono davvero… G: cosa dice il tuo cuore..? David: Sì… dice di sì… e lo dici anche Tu… Sono davvero… angeli… G: i tuoi… angeli… David: Cosa vuoi dire..? G: fai guardare il cuore… lascia che illumini i loro volti… D’improvviso…ecco scendere dal cielo una torma di angeli celesti… Come tante stelle…vestiti di sola luce.. immensi bagliori che non bruciano agli occhi… Delicati..si poggiano sull’erba… David: Voi… La sua bocca non riesce a dire altro… i suo occhi… bagnano il viso ridente con trasparenti lacrime di amore… David: voi… mi sono tanto rivolto a voi… G: e loro non ti hanno mai abbandonato…anche quando sembrava che tutto fosse perduto…che il mondo ti voltasse le spalle… Quando le parole ti affliggevano l’anima…quando il giudizio degli altri ti faceva sanguinare il cuore… Tutte le volte.. erano al tuo fianco…ad ascoltare le tue preghiere…raccoglierle e portarle in cielo… tutte le volte… Dimmi… fai tacere la mente… fa che risponda la tua anima… Quale preghiera…è rimasta inascoltata..? David: Nessuna.. G: e allora…perché piangi…? Silenzio… Ed ecco…la sua anima viene attraversata dal calore che quegli angeli gli infondono con la loro luce.. David: perdonatemi…se la mia fede ha vacillato… Appena dette queste parole…ecco sparire quelle luci… David: dove sono andati? G: Qui… a vegliare su di te.. David: perché non li vedo più..? G: perché al cuore non servono gli occhi per vedere… Silenzio… David:Perché ho potuto vederli…? G: non capisco.. David: li ho visti con i miei occhi… perché..? G: ti sbagli… in verità ti dico…per la prima volta in vita tua… hai lasciato che vedessi con gli occhi del cuore… e questi ti hanno permesso di contemplare i loro volti… quegli stessi che il cuore conosce bene… per questo hai capito subito chi fossero… Il suo cuore batte forte…la sua mente sembra scoppiare…reclama una spiegazione logica… G: tieni a freno la mente… non c’è posto per la ragione… Quello che ti hanno imparato a chiamare “irrazionale”…è la ragione del cuore… Ma i secoli…hanno raccontato in modo sbagliato…la storia della ragione… e i ruoli si sono invertiti… aiutati dalla corruzione del male… Ciò che tu chiami “ razionale”…può condurti per una via sicura…tranquilla… Quello che sostieni essere “irrazionale”…è la voce del tuo istinto…il grido della tua natura…la via… per la tua vita perfetta…o più semplicemente… la Tua Via…la tua Vita… Non sbaglierai mai a seguire quella che gli uomini chiamano ragione… ma ricorda sempre… che Uno prima di voi… è sembrato seguire la via dell’irrazionale… poiché ciò che Egli faceva… sembrava essere “irrazionale”… David: …mentre invece muoveva sulle orme dell’amore puro…l’amore oltre misura…l’amore spropositato… G: Esatto… I loro sguardi incrociano i loro sorrisi… David: Ho tanto sofferto il male che gli altri hanno fatto… Mi sono chiesto infinite volte…perché non si rendessero conto..del male col quale lasciavano che i loro animi fossero corrotti… Ho molto sofferto i giudizi di chi non sapeva chi io fossi… E adesso…sento che avrei voluto più di ogni cosa…che ci avessero permesso di vivere insieme serenamente… almeno così… Sofia ed io…avremmo capito come saremmo stati insieme… lo avrebbero capito anche loro… Invece adesso… di me..lei… ho paura non riesca a ricordare nulla di bello… perché altri non l’hanno permesso… silenzio… G: ma puoi ancora farlo… David: cosa..? G: puoi ancora vivere questa vita insieme a lei… David: è tardi ormai… G: in verità ti dico… basterà che tu scelga di svegliarti… Ogni giorno che il Signore ti dà..è un opportunità da cogliere...e se lei è davvero così tanto per te...non ti arrendere mai... prega affinchè vinca l'amore... Vivi per lei...vivi per Sabrina..Marco… Dav…M: Come sarebbe..? G: Devi svegliarti… Basta… immaginare di essere qualcun altro… Basta… raccontare la tua vita agli altri… vivila..! D…Marc…: O Dio mio… è come… come … G: come svegliarsi da un sogno… Marco: Stavo sognando…? G: No…stavi dormendo…ma il sonno… ha offuscato la tua mente… e i tuoi ricordi… si sono confusi… Ora che il tuo cuore vede…la mente non conta… Marco: Ora ricordo…Andrea…Erika.. Gianluca…e…. Immagini scorrono veloci nella sua mente… volti impressi nell’anima… ed uno… scolpito nel cuore… Marco: Sabrina… G: Puoi ancora vivere la tua vita con lei… Scegli solo di essere te stesso… Puoi ancora farlo… Marco: mi lasceranno farlo..? G: ti basterà svegliarti… Ed ecco..Lui si alza…se ne và… Marco: Avrei voluto raccontarti ancora molto… G: Ma io so già tutto… Ero con te… e sarò con voi…fino alla fine dei giorni… Marco: Lo so Signore… Si ferma…senza neanche voltarsi…in piedi… G: Da quando…? Marco: Dall’inizio… Ora… che il mio cuore ha aperto gli occhi…sento di averlo sempre saputo… Un sorriso si dipinge sul viso di Lui… G: Non lasciare mai che quegli occhi si chiudano… Ovunque andrai…chiunque incontrerai…gridalo forte.. Fa che il cuore ti senta dire…”Apri gli Occhi”… * * *
Buio… Una mano carezza il suo viso dolcemente…Un profumo che conosce bene...il profumo di quei capelli giunge forte a risvegliarlo...Una voce arriva alle sue orecchie… Sembra come se l’amore parlasse… - Marco… sono io...“Apri gli occhi”…. 17 ottobre * XII *“Si può davvero innamorarsi ogni volta della stessa persona…? Ogni volta che la rivedi.. ogni volta che ti sorride… ogni volta… Non passava mai un istante senza che cercassi i suoi occhi… E tutte le volte.. quando mi giravo verso di lei… Era come tornare a quel sei maggio.. Era come rinascere… era come incontrare il Signore… la genesi dell’amore… Era lei… Sofia.. Riuscimmo a trovare il locale subito stavolta… Non feci nemmeno in tempo a scendere dall’auto… la mia mitica Poderosa… che subito andai a cercarla… E lei… che non se ne accorgeva… Era come ammirare una farfalla che noncurante di nulla… si fermava a riposare su un fiore… il fiore della sua anima… che poi lieve come lo sbattere di ali.. si levava verso di me… a catturare i miei pensieri… i miei giorni…la mia vita… che già sentivo sua… Tu sai.. chi è Sofia… forse adesso… sai come l’amavo… sai come l’amo… sai come sarà per sempre…”
- Finalmente!- esordì David rivolto verso Sofia. – Ci saremmo passati tremila volte qui affianco… e mai.. dico mai.. l’avevamo notato sto Moro..-. - Sì ma perché ti ho detto… io mi ero persa con la mia amica… mi ricordavo che stava vicino la sopraelevata… però…- gli rispose Sofia con fare infantile, per prenderlo in giro… cullata dalle attenzioni che riceveva… inconsapevolmente presa.. dal gioco portato avanti da David. Era come se fosse cieca. Non riusciva a vedere nulla di quanto David provasse per lei… ne un accenno di interesse… ne qualcosa di più profondo… O forse… non voleva vederlo… con gli occhi chiusi da quanto Julie le aveva raccontato. Sofia ricordava di quando aveva incontrato David tre settimane prima… ricordava di aver provato un interesse per lui… ma sapeva… che sarebbe stato meglio per lei e per Julie… che quello fosse rimasto solo un semplice interesse… Una volta entrati si andarono a sedere in un tavolo all’angolo del locale .Non era pieno; non lo era neanche lontanamente. Sofia si sedette accostata al muro. Di fronte a lei Wallace finì col mettersi dove David non fece in tempo a sedersi. Non le era comunque distante. Dopo poco che si erano seduti, si accorsero che la musica in quel punto arrivava troppo forte, per via di una cassa di amplificazione che non avevano notato essere dietro di loro. - Ma se ci spostiamo qua dietro considerato che il locale è tutto vuoto?- domandò Wallace rivolto verso gli altri. - Certo che te non ti sai dare pace… Oddio mio..- gli rispose divertita Sofia. - A bella… fai poco la simpatica eh… adesso perché si crede…-. - Che mi credo..??-. - Ma vaffanculo!!- chiuse scherzando Wallace. Con Sofia erano così. Si erano conosciuti a febbraio al compleanno di Julie. Erano due tipi simili. Amavano scherzare e prendersi in giro, un po’ come due compagni del liceo che si conoscono da una vita e si permettono tra loro libertà che magari gente che non si conosce molto nemmeno si sogna. - Spostiamoci qua dietro sennò questo mi fa una testa così- riprese a dire Sofia. - Ancora insisti!!-. Si alzarono. Nemmeno così David riuscì a sedersi di fronte a Sofia. Venne la cameriera a chiedere cosa prendessero. - Per me un Safe Sex on the beach..- disse Sofia. - Sarebbe?- le chiese subito interessato David. - Provalo…-. - Lo faccio eh…-. - Dai..- lo stuzzicò Sofia. E così fu. Intanto Bryan parlava con Julie. Non era svanito l’interesse che provava per Sofia. Cominciava ad accorgersi però che David… fosse interessato a lei… Così come più passavano i minuti.. più Julie vedeva David e sua sorella scherzare… Ma non si sentiva scoraggiata per questo. Quello che stava provava per David, al quale non sapeva dare un nome… non l’avrebbe fermata così… non avrebbe arrestato i suoi pensieri… Così come quelli di Wallace.. non perdevano ma di vista Murron… Era da un paio di giorni che non la sentiva; il non poterla vedere ogni qualvolta lo desiderava lo faceva impazzire… Così come Sofia impazziva al pensiero che stesse per incontrare quell’ennesimo stronzo che l’aveva illusa… e adesso.. non aspettava altro che di salutarlo a modo suo… non permettendo a nessuno di metterle i piedi in testa… così come la sua personalità le imponeva… così come la sua anima reclamava… E David era lì… a perdersi nei suoi occhi… a parlare con lei… era lì ad amarla… come solo il Padre Celeste ama ogni sua creatura… come i fiori a primavera… come il sole fa col giorno… * * * - Non hai mai visto il Seven show?- - Chiedo venia per il mio peccato mortale … ma non so nemmeno di che parli..- rispose David a Sofia. - Insomma.. questo è uno dei comici di quel programma-. - Ahhh… adesso sì-. - Adesso cosa?- gli chiese Sofia. - No dicevo… adesso sì che posso bere tranquillo- le rispose prendendola in giro. Wallace si era alzato dal suo posto per vedere meglio il comico che stava facendo il suo spettacolo. David ne aveva approfittato per sedersi di fronte a Sofia. La vedeva guardare l’orologio abbastanza spesso. Non capiva cosa stesse aspettando. Lei era tranquilla. Aspettava solo lo squillo sul cellulare che avrebbe significato che sarebbe dovuta uscire un attimo. Giocherellava col telefono… per smorzare l’attesa… e David si accorgeva di ogni suo movimento… La seguiva con lo sguardo… la cercava col suo cuore… e lei era lì… a scherzare con lui e con gli altri, mentre la serata passava… e come la pioggia che cade d’autunno… i pensieri di David s’affollavano su lei… precipitavano sui suoi sorrisi… annegavano nei suoi occhi… e si perdevano per i sentieri dei suoi neri capelli… A un certo punto poi, David vide Sofia alzarsi dal suo posto. Pensò dovesse andare in bagno. Lui rimase lì ad inseguirla con i suoi pensieri. - Allora studi legge eh?- chiese d’improvviso Julie a David. - Adesso… non esageriamo… Studiare è una parola forte…- le rispose scherzando. Trovava Julie una persona davvero molto speciale. Era molto dolce, riservata. Il suo carattere era diverso da quello di Sofia. Julie era più timida della sorella, ma i suoi occhi, mostravano una grande ricchezza che permetteva a David di comprendere quanto speciali fossero.. queste due persone… queste due sorelle conosciute tre settimane prima… che mai più avrebbe cancellato dalla sua vita. Dopo qualche minuto tornò Sofia. David non notò niente di strano. Lei tornò a sedersi di fronte a lui. - Tutto a posto?- le chiese David. - Mmm? Sì.- rispose tranquillamente Sofia. Si era liberata di un peso. Adesso… era come voleva essere… Fiera di sé… di chi era e di cosa avesse fatto. Un altro stronzo… si era perso l’opportunità di conoscere veramente.. l’ultima ragazza semi-innocente di Roma… che David… ancora si chiedeva dove fosse stata per tutto questo tempo. * * * Quando ormai era passata mezzanotte, uscirono dal locale. - Che volete andare a casa?- chiese Wallace. - Ma … io potrei anche restare..- rispose Sofia.- Però Julie domani deve andare a scuola; non puoi fare tardi vero?-. - Per me se vogliamo restare ancora un po’..- disse Julie. - Volete rientrare?- domandò David rivolto verso gli altri. - Tu che vuoi fare?- chiese Sofia alla sorella. - Te l’ho detto..-. - Ok. Significa che rientriamo un po’.. dai..- disse David. - Cioè entriamo usciamo rientriamo… la gente che ci vede non è che ci prende per matti.. no?- disse Wallace. - Fai poco lo smilzo.. a “ gente”..- lo prese in giro Sofia. - A smilza… stai facendo troppo la spiritosa eh..- e continuarono in questo stuzzicarsi a vicenda com’era dall’inizio della serata. Entrarono di nuovo. - Bello – disse Bryan. – Effettivamente è pieno-. - Cioè… ci siamo rimasti solo noi..- fece Wallace. - Ho capito. Riusciamo e andiamocene a casa và..- intervenne David. E così a distanza di nemmeno due minuti da quando erano rientrati, di nuovo uscirono dal Moro. Gracie ed Annie erano rimaste distanti da loro. Stavano parlando con due amici di Gracie. - Ma lo sai che è bella sta camicia..- disse David rivolto verso Bryan. - La vuoi?- -E’ che a me il nero fa impazzire. Mi manca una camicia nera… anche se considerata la storia.. mi viene da odiarle.- - Tieni. Mettitela.- gli disse Bryan. - Davvero posso?-. E si infilò la camicia di Bryan, lasciandola aperta, senza abbottonarla. Sotto indossava la sua maglietta bianca. - Se vuoi te la regalo- - addirittura..- gli disse David. - Sul serio…-. - Intanto me la tengo per adesso-. - Allora ce andiamo?- chiese Sofia. - Ma sì… dai.- le rispose Wallace. E così si avviarono verso le macchine. - Ma io da qui esco o è chiuso lì in fondo?- chiese Sofia preoccupata. - Vieni… andiamo a vedere – le rispose David che così poté cogliere per un istante l’opportunità di restare solo con lei. - Pensare i giri che c’hai fatto fare l’altra volta…- le rimproverò scherzando David. - Ma te l’ho detto..- - Sì sì… vabbè..- e risero ancora… assieme.. come avevano fatto per il resto della serata, con David che aveva visto illuminarsi i suoi minuti… riempire il cuore d’amore.. bere dal calice dell’anima di Sofia.. dissetarsi dei suoi sorrisi… - Seguitemi – disse David. – Ci vediamo sotto casa mia ok?-. - Va bene. ti veniamo dietro.- rispose Bryan. - Oddio… se mi vieni dietro tu… non è che me ne freghi molto… meglio se fossi una bella ragazza…-. - Tanto guarda… non guido io.. guida Sofia.. quindi…-. - Già meglio…- fece David divertito, pensando a quanto sarebbe stato bello, se davvero Sofia stesse andando sulle sue tracce. In auto con David, a bordo della Poderosa, andarono Wallace e Gracie. Attraversarono il cuore di Roma, passando per San Giovanni in Laterano, il Colosseo, e poi il Circo Massimo. Per un attimo sbagliarono strada. Quasi arrivati a Lungotevere, fermi ad un semaforo, si accostarono con le macchine. Di nuovo, Wallace e Sofia tornarono a scherzare tra loro. All’improvviso Wallace prese il tigrotto di peluche che David aveva nella sua auto e lo tirò verso Bryan seduto nell’auto di Sofia. Cadde rotolando per terra. - Porca puttana.. prendilo Bryan..- strillò David vedendo che il semaforo tornava verde. - E io che c’entro.. l’ha tirato lui…- - Sì ma lui stà da quest’altra parte ..cazzo! scendi e prendilo!- Bryan si affrettò ad aprire la portiera e prese il tigrotto gettandolo poi nell’auto di David. Tutti ridevano. Come nell’atmosfera della serata, sembrava che le risate non terminassero mai. Più passavano i minuti, più si accorgevano di stare veramente bene insieme. - Ti va un cornetto caldo a quest’ora?- chiese Wallace. - Sìì.. io me lo prendo volentieri- disse Gracie. - Ci stà proprio tutto effettivamente- commentò David. E così andarono dove spesso finivano le serate a mangiarsi dei cornetti caldi, vicino casa loro. Parcheggiate le macchine, David vide Bryan scendere dall’auto di Sofia. Lei restò dentro con Julie ed Annie. - allora vieni David?- gli chiese Wallace. Senza neanche pensarci un secondo gli rispose che non gli andava più. - D’improvviso?- fece Wallace. - Sì… c’ho ripensato… meglio di no.. non mi và..-. Alla fine andarono solo Bryan con Wallace e Gracie. David scese dall’auto e si accostò a quella di Sofia. - Niente cornetti?- - mmm.. no..- rispose lei. - Una Cinquecento… cos’è 800 di cilindrata?- - Sì credo.- - Una volta ne avevo una anch’io- disse David.- cioè mia madre..- - Non ce l’hai più adesso?- chiese Sofia. - Rubata.. ma è una storia lunga e triste…- - Triste?- - Sì.. poi magari un giorno te la racconto.. A proposito- proseguì David.- Riprendetevi il cd di Bryan che non ce la faccio più ad ascoltare la canzone di Dirisio… Wallace mi ha rincoglionito.. -. Dopo poco dovettero salutarsi. - Ma voi dov’ è che abitate?- chiese David a Sofia. - A via della Storta. Da qui prendo la Boccea e poi giro a destra a un certo punto dove c’è un benzinaio…-. - mmm. non sono molto esperto della zona…- fece David. Non restava altro da dire ormai. - allora alla prossima..- disse David. - Alla prossima.. – rispose Sofia.
15 ottobre * XI *“ I giorni passavano tutti uguali ormai… I miei pensieri scorrevano veloci sulla strada delle ore, senza mai fermarsi a riposare. L’unica sosta che vedevano possibile era dopo due settimane negli occhi di Sofia. Tornato dal fine settimana passato in Umbria, iniziai la settimana convinto mi potesse portare a rivederla. Invece non accadde. Quel sabato Sofia sarebbe dovuta andare a lavorare e anche il giorno seguente, la domenica.. Fece sapere a Bryan che era tutto rimandato alla settimana dopo. Ancora quindici giorni prima di vedere nuovamente la Luna scendere sulla Terra… Quel venerdì comunque ci trovammo con Bryan e Wallace per passare assieme del tempo e parlare un po’ anche di quanto stava accadendo con Murron…”
- M’ha dato buca -. - Ma davvero?- chiese abbastanza incredulo David a Kevin. - Tecnicamente… no… In pratica sì…- - Ah ecco…Adesso posso dire di non capirci davvero un cazzo di quello che stai dicendo..- - C’eravamo dati appuntamento per mercoledì, però poi il ragazzo di Murron ha deciso che quella sera voleva farle una sorpresa… e così… Non se lo aspettava nemmeno lei.. non ha fatto in tempo neanche ad avvisarmi.- - E la storia che lui ti ha cercato al cellulare?- intervenne Bryan - Perché mentre aspettavo a piazzale degli Eroi- proseguì Wallace – ho provato a chiamarla per sentire come mai non si vedeva ancora. Lui ha visto il numero… e Murron mi ha raccontato che si è incazzato come una bestia e ha preteso che gli desse il mio numero perché “adesso mi avrebbe fatto il culo a strisce..”- - Il culo a strisce..??- fece David divertito. - Sì, il culo a strisce o qualcosa del genere. Comunque – continuò Kevin mentre beveva la sua birra – la sera stessa Murron mi chiama e mi dice che il giorno dopo questo novello Spartacus mi avrebbe cercato per farla finita. “Benissimo” dico io. “ Fallo pure chiamare che ultimamente mi prudono parecchio le mani”. Così il giorno dopo, mentre ero a lavoro, sento il cellulare squillare, vado a rispondere, dico “Pronto”… e niente… nessuna risposta. Io continuo, “pronto, chi parla..” e continua pure il silenzio. La sera mi richiama Murron e mi dice che il ragazzo le ha detto che ci siamo sentiti per telefono e che mi ha fatto cacare sotto, che da adesso non la cercherò più perché mi sono spaventato e soprattutto…- - .. perché ti ha fatto il culo a strisce…- disse David. - Esatto!- - Che cazzaro che è st’uomo !- aggiunse Bryan. - Dì pure imbecille – lo corresse Kevin . - e’ ma imbecille non rende l’idea di quanto questo è demente..- - Ma non vale la pena neanche essere fantasiosi nel trovargli una definizione – disse ancora Kevin. E così ebbe terminato il racconto di quel mercoledì sera passato ad aspettare Murron. Si trovavano al Bowling. Era da un paio di settimane che avevano preso ad andarci… Per quante ancora ci sarebbero andati… La musica suonava forte… i birilli cadevano sotto i colpi di queste innocenti cannonate lanciate per divertimento. Bryan in quanto a pensieri non era da meno ne rispetto a Kevin ne rispetto a David. Anche lui era molto interessato a Sofia. Ma da quella sera che si erano visti tutti assieme, non era più la stessa cosa. Durante le giornate che passavano lente come la neve che cade d’inverno… si era più volte ritrovato a pensare a Julie… Quando gli capitava di incontrarla sulla chat di MSN Messenger, il programma Microsoft che permetteva di creare delle vere e proprie comunità multimediali, provava sempre un certo piacere nel parlare con lei… e ogni volta .. era come scoprire dentro di lui qualcosa di nuovo.. qualcosa che mai.. Sofia gli avesse fatto conoscere…
Da tempo David sentiva parlare di questo programma che consentiva una chat sicura e soltanto con le persone che si volesse. La sera del sei maggio, al pub, ne aveva sentito parlare anche da Sofia, e puntualmente il mattino seguente aveva scaricato on- line il programma, e incominciò così a chattare con Bryan, scambiandosi dalle opinioni più cretine ai file che potessero servire all’uno o all’altro, scoprendo un mondo… che come sempre definito “delle distanze”… a lui.. lo avrebbe condotto vicino a Sofia… * * * Finalmente arrivò il 27 maggio. Alla fine furono tre le settimane che passarono prima che David potesse rivedere Sofia. Intanto, Julie aveva apertamente parlato alla sorella dell’interesse che stava scoprendo avere verso David. - E allora dai Julie..- la incoraggiava Sofia – E’ pure un bel ragazzo. Tu fatti sotto-. - Ma l’altra volta mi avrà rivolto a malapena tre parole.- - Bè.. sorellina.. Allora speriamo che stasera siano almeno quattro!!- e risero divertite, finendosi di preparare per la serata che li avrebbe finalmente portati a scoprire dove diavolo fosse finito questo locale che tre settimane prima avevano disperatamente cercato. - Ma stasera poi ti vedi con quello..?- chiese Julie rivolta alla sorella. - Quello chi?- - Quello stronzo!-. Sofia guardò la sorella come per chiederle come accidente se ne fosse uscita così. - Se ti riferisci a “Quello”.. stronzo, mmm… no.. non credo. Gli ho fatto sapere che andavo “al Moro”. Se vuole mi raggiunge. Ma credo stavolta sarebbe solo per prendersi in faccia un vaffanculo storico. Se crede di poter prendere in giro me..- - Eh già…- fece Julie divertita. - “Eh già” cosa??- le chiese Sofia. - Intendevo che… se ti incavoli tu…-. Era da qualche tempo che Sofia si frequentava con un ragazzo. Dire si trattasse di un idiota, non renderebbe bene il concetto. L’aveva illusa. La solita storia del principe azzurro che sembra neanche voglia provarci, galante, alla larga persino dai baci… e pi invece te lo scopri essere solo uno dei tanti. Esperienze come questa, avevano portato Sofia a credere non fosse più possibile innamorarsi. Nessuno, le aveva fatto più rivivere quei momenti in cui davvero si era sentita innamorata. Nessuno… credeva fosse più possibile lo facesse di nuovo… * * *
Bryan aspettava in casa. Sofia sarebbe andata a prenderlo con Julie verso le 21 e 30. Passarono a prendere anche Annie e Gracie, un’ altra loro amica che Bryan conosceva da tempo, nonché.. la ragazza di Jack, il fratello di Annie. Gracie e Jack si erano conosciuti a capodanno. Formavano una coppia indescrivibile. Tutti guardavano a loro come alla coppia quasi perfetta. Niente sdolcinerie o cose simili. Una vita all’insegna del divertimento più sfrenato. Jack Burton e Gracie Lo… basterebbero i nomi… Stavolta l’appuntamento era sotto casa di Wallace. David arrivò per primo. Dopo poco arrivarono anche gli altri. Ed ecco… finalmente… l’unica ragione che aveva spinto David ad attraversare i giorni passati.. Di nuovo lei… di nuovo lì.. da lui… Sofia.. Bella come la prima volta.. forse anche di più.. ma in fondo.. può la perfezione migliorare con i giorni..? Indossava dei pantaloni neri e sopra, una maglia nera con una specie di giacchetto bianco che si chiudeva con una zip. I capelli.. neri e lisci.. pettinati come solo Dio può fare con le stelle del firmamento… sciolti al vento ad ondeggiare… come i fili d’erba nei campi d’estate… e i suoi occhi…che brillavano limpidi come le acque del mare… col suo sorriso.. che si stendeva sul volto… come un ruscello che attraversa quieto la foresta…e poi sfocia nell’immenso della sua anima… che indomabile fuoriusciva come lava da un vulcano dalla sua bocca…
- A Parigi come è andata?- domandò subito David a Sofia. - Bene. Davvero bella. Anzi. neanche mi è bastato il tempo. Per quanto mi è piaciuta vorrei tornarci-. - Io non ci sono mai stato.. magari una volta ci andiamo tutti assieme.- Ma era chiaro, che per David, quel tutti assieme… comprendeva solo lui e Sofia. - Perché no. E tu invece…. a Cascia..??- gli domandò divertita Sofia. - Non prendere tanto per il culo…- e insieme… risero… e David… sentì la vita scorrere dentro… * * * - Ok. Stavolta so tutto…- disse David.- Indirizzo, telefono.. tutto. Se aspettavamo qualcuno…- e indirizzò lo sguardo verso Sofia che rise divertita – anche stasera finivamo col perderci…- - Poi mi spiegate di che diavolo state parlando- intervenne Wallace. - Ah perché tu non c’eri…!!- esclamò Annie. - Vabbè dai.. ti racconto io in macchina – gli disse David.- Adesso andiamo. Seguite me stavolta…- e ancora… gli sguardi suoi e di Sofia.. finirono con l’incontrarsi lì dove stà il confine tra cielo e terra… mentre Julie vedeva il suo interesse non corrisposto… e Bryan… non sapeva più cosa vedere dentro di sé… Solo il tempo… lì avrebbe scoperti perduti in un vortice di emozioni… dal quale poi.. non ne sarebbero più usciti come prima… 03 ottobre * x * SCEGLIERE...E VOLARE..David - Un giorno qualcuno mi ha scritto..:"..per questo sta cercando un segno, una via dal destino..perchè sente di non poter trovare quella ragione ... quel coraggio.." Dove altro possono essere... quella ragione..e quel coraggio.. se non qui... adesso... Basta Aprire gli Occhi...
“Quante…quante lacrime dovrò versare? Quante ancora…? Per quanto tempo dovrò sentire gli occhi farmi male..? Fino ad aspettare cosa… dovrò svegliarmi la mattina… sperando arrivi presto la sera..? La mia colpa.. la mia grandissima colpa… è di amare.. Di avere sempre amato.. tutto e tutti… Di avere sempre cercato.. qualcuno da amare così… Di avere sempre atteso… qualcuno che lo volesse…
E quando eccola giungere innanzi a me.. ormai certa.. di nuovo cala il buio…
Chi mai può dire perché…?
Ero certo di lei…sono certo di lei.. lei lo era di me… nel profondo…lo è ancora di me… Ma il dolore ogni cosa nasconde… e solo noi possiamo sollevare questa coperta che attanaglia il cuore… Dimenticare…è un po’ come morire… Perché muoiono i nostri pensieri.. le nostre certezze… vittime di un dolore troppo forte che non vogliamo scansare… Poi perché…? per non sentirci troppo bene… per non esser giudicati… Per paura di sbagliare….
Dio esiste.. ne sono certo.. e allora, mi domanda lo stolto, perché permette le guerre…? Perché permette il genocidio di milioni di innocenti..? Perché non ferma il naufragare nel dolore..?
E’ povera l’anima di colui che pensa questo… è cieco il cuore di chi non sa il perché…
Per Nostro Padre siamo figli… e per quanto un padre voglia evitare a un figlio di cadere… non potrà certo impedire per sempre che questo accada… Non starà con gli occhi su di lui per tutto il giorno… perché se verrà il tempo per il figlio di inciampare… suo padre sarà lì per aiutarlo.. Lo aiuterà a rialzarsi… Gli potrà dire…stai attento a non cadere… ma in fondo…. perché cadiamo…? Perché cadiamo…? Per imparare a rialzarci…
E allora perché temere le emozioni..? Perché temere di amare…?
La vera domanda è… Come stiamo quando amiamo..? Bene… Come stiamo quando finisce..? Male.. e soli.. E allora perché star male..? Perché stare da soli..?
Amiamo… e stiamo insieme.. Rischiamo... ma sempre amando.. E quale persona non vorrebbe rischiare di star bene..?
E’ solo saltando che si può provare a volare… Non sarà il vento a soffiarci via nel cielo.. Saremo noi… ad esserci gettati lì dove il vuoto ci attende.. perché è solo nel vuoto… che si può volare… E ad aspettare.. non sarà il tempo a suggerirci come vivere... Saranno passati i giorni… e si saranno portati via inutili le nostre vite.. la nostra gioia..
Tutti gli uomini muoiono… Non tutti.. vivono veramente..
Hai paura di soffrire.. non di amare..? E allora ama.. Perché altrimenti verrà il giorno.. quando sarà troppo tardi.. che la forza per saltare ti avrà abbandonato.. E tu sarai lì… sulla cima di quel grattacielo.. con la voglia di volare… ed il rimorso che aiuterà soltanto a gettarti lì dove nessuno ti prenderà per mano… e allora cadrai…
Puoi scegliere.. Scegliere di fuggire.. fuggire dalle emozioni.. Fuggendo avrai salva la vita... perché è certo che il timore di soffrire non ti rincorrerà.. Ma quel giorno che verrà.. senza più forze.. Io ti giuro.. rimpiangerai di non aver lottato.. Lottando si può vincere.. lottando si può perdere.. Fuggendo.. puoi solo non vincere.. e comunque sia andata.. avrai perso..
Rendi le tue orecchie sorde alle parole di chi non sa.. di chi vuol giudicare.. Presta ascolto al cuore.. Gettati.. Perché ti giuro.. Ci sarò io a farti volare… Ti prenderò la mano… e poi andremo sulla Luna… e se vorrai… faremo ritorno.. Se lo vorrai… Se soltanto tu lo vorrai…
Basta trovare il coraggio.. la parte migliore del viaggio... Domani... 01 ottobre * IX * OLTRE...“La domenica potei sentire subito che qualcosa dentro di me stava cambiando… Appena sveglio, un vuoto percepii di fianco a me… La gente non vuole credere quando si dicono certe cose. L’amore ormai trova spazio soltanto nelle favole raccontate dai film, e per quanto possano far piacere, le frasi romantiche sono state ripetute talmente tante volte, da essere divenute scontate tanto quanto il sorgere del sole.. e non una farfalla sarà toccata da queste.. figuriamoci montagne insormontabili quanto l’animo delle persone.. Ma quella mattina.. mi resi conto immediatamente che a mancarmi.. era il suo sorriso.. erano i suoi occhi… era lei.. Sofia… Mi credi se ti dico che ne ero già innamorato perso? Ricordo benissimo che a pranzo non mangiai nulla.. avevo lo stomaco sotto sopra, mi mancava terribilmente… non potevo pensare ad altro… Chiudevo gli occhi.. e vedevo il suo sorriso… li aprivo… e sentivo un vuoto colmo di amarezza colpirmi allo stomaco… Perchè poi questo sia l’indicatore d’amore proprio non lo capisco… Forse quando Dio c’ha pensati in questo modo, voleva farci rendere conto,che senza certe persone accanto… non possiamo sopravvivere… che per quanto possiamo mangiare e bere… nessun cibo ci sazierà… e la nostra sete sarà eterna… finche non berremo l’amore dal calice di colei o colui che amiamo… Mi credi? Mi credi se dico che dal primo momento l’ho amata in questo modo? Ti prego fallo… perché mai in vita mia.. sarei capace di raccontare menzogne su quanto di più caro Nostro Padre mi mise al fianco…
Quella stessa mattina ci sentimmo con Bryan per telefono. Ci inviammo dei messaggi tramite cellulare, e ovviamente.. il mio.. era rivolto a far sì che potessi nuovamente incontrare Sofia, fosse anche fra due settimane… del resto… sentivo di averla attesa per 22 anni… Ma di certo non crederai a queste parole… Penserai siano esagerazioni… E allora ti domando… E’ esagerazione svegliarsi la mattina, fare colazione per salvare l’apparenza con le persone che ti sono attorno, e poi chiudersi nuovamente in camera, fare finta di studiare… piangere in silenzio… senza che nessuno lo sappia… Nascondere le tue lacrime... farlo continuamente .. e continuamente non essere in grado di smettere.. E fare questo il giorno dopo.. e il giorno dopo ancora… finche venga il tempo che hai atteso.. in cui hai creduto… in cui hai scommesso la tua vita… Dimmi.. cos’è questo..? Cos’è dormire con affianco il telefono sempre acceso, sperando che a qualunque ora del giorno o della notte.. lei possa chiamarti..? Cos’è mettere da parte anni in cui hai creduto che la tua vita fosse in un certo modo… Scansare amici e parenti… allontanarti dalla famiglia… perché ti accorgi che non hai bisogno di nulla… se non di lei… Dimmi.. ti prego… cos’è tutto questo..? Forse il mondo può chiamarlo pazzia… esagerazione… assenza di limiti… Io… lo chiamo… l’ OLTRE…. perché è oltre tutto.. che incontriamo il Signore… è oltre la ragione .. oltre l’umana comprensione.. che si cela il mistero dell’umanità… Oltre i confini della conoscenza… oltre i confini del tempo… risiede il mistero della Fede… un mistero grande quanto l’amore.. un mistero che attraversa i secoli.. nel solco del quale si sono perse migliaia di anime… Ma poi alla fine… queste mie… restano solo parole.. che il vento trasporta via e i giorni non trattengono… Parole che sperano di colpire l’anima.. di far comprendere quanto grande sia… l’amore di cui posso dirmi capace… parole che giungono alla mente… ma non al cuore… E il mio rammarico più grande… è di aver fallito… perché se non sono in grado… di arrivare al cuore di colei per cui io vivo… se non sono considerato altro che l’ennesima persona che le vuole stare accanto… senza darle garanzie di quella vita perfetta che io vedo… ma sulla quale lei non riesce ad aprire gli occhi… allora… se sono solo un Altro… l’Ennesimo… la colpa è solo mia…
* * * Nei giorni che seguirono, ripresi a studiare per l’esame che avrei dovuto sostenere a giugno. Era come fossi pervaso da nuova linfa… La conoscevo da due giorni… ma ogni mio gesto.. era solo per lei… Il mio futuro.. volevo costruirlo per lei… Neanche so perché stia a raccontare questo.. tanto… restano parole che le persone credono vogliano soltanto far comprendere… romanticherie esagerate.. inventate… come per abbellire le pagine di un romanzo… Lo grido.. lo posso giurare… Ripresi a studiare per lei… che avevo visto soltanto per una sera… che non sapevo se l’avrei rivista… Non è possibile amare così…? Non è altro che una storiella…? Non mi importa… non mi importa dei pensieri della gente… Mi è sempre e solo importato che fosse lei a credermi… E con tutto il cuore… è l’unica cosa che le ho davvero sempre chiesto…
A metà settimana provai a chiamare Kevin. Gli telefonai a lavoro ma trovai tutto il giorno occupato. La sera poi.. verso le nove, gli mandai un messaggio sul telefono cellulare per sapere come stava. Qualche tempo prima mi aveva parlato che da un po’ aveva ripreso a sentirsi per telefono con Murron. Che storia infinita la loro… Erano sette anni che si conoscevano… sempre a rincorrersi… mai in pace… Non riuscivano mai a trovare il momento in cui poter iniziare a vivere quella favola.. quel sogno.. che segretamente, più di quanto loro stessi pensavano, li prendeva nell’anima… Che storia infinita la loro… che storia… quella di Wallace… Kevin Wallace…”
D’un tratto il telefono suonò. Un messaggio. Era David. Gli chiedeva come procedevano le cose con Murron. Non gli rispose… anche perché.. non sapeva cosa rispondere. Si erano fatte le dieci. Lei ancora non era arrivata.. Passavano i minuti… non poteva non pensarla… Gli tornava alla mente quella fotografia di loro due insieme.. sulla nave.. che li aveva portati in Sicilia l’ultimo anno di scuola in gita… Murron… Wallace diceva sempre che l’unica cosa positiva di quella settimana era stata lei… Mai come in quei giorni sentirono il bisogno di essere insieme… mai come allora… lo erano più stati… E adesso negli occhi… restava una fotografia… loro due soltanto… le braccia aperte al cielo nella notte… le mani nelle mani… uniti… a contatto come il cielo con la sua stella preferita… I capelli di lei che gli inebriavano il volto… il suo sorriso che gli prendeva l’anima… e quel piccolo neo sul naso di Murron.. che Wallace amava percorre con l’indice.. e carezzare ancora … e ancora… Era troppo che aspettava. Provò a chiamarla. Il telefono di lei squillò. Dopo poco la linea cadde. Kevin tentò di nuovo, ma stavolta lo trovò spento. Provò ancora. Niente. Non seppe neanche dirsi se fosse più la rabbia o la delusione a condurlo verso casa… Ormai era certo… Murron quella sera… non sarebbe venuta…
David – Perché dobbiamo soffrire così tanto? G – Perché lo domandi a me ? David – Ci sei tu qui… G – Non sai darti una risposta ? David – Sono tante le volte che ci ho provato…ma poi… quando mi sembra di aver capito tutto.. ecco che di nuovo tutto mi sfugge.. G – E cos’è che avresti capito? Silenzio. Interminabili scorrono i secondi… David – Ho sempre creduto in Dio. Non perché mi sia stato insegnato dai miei genitori.. Con il tempo.. ho creduto sempre di più… perché ogni giorno prendevo coscienza del mondo attorno a me.. di quanto accadeva…del come e del perché accadesse… Mi facevo domande… e le risposte le ho trovate in Lui… Penso che credere in Dio… più di ogni altra cosa significhi credere nell’amore.. In fondo cos’è Dio.. se non la genesi dell’amore.. Ho sempre pensato di essere nato per amare. Vedevo la gente attorno a me gettarsi in storie che non avevano significato.. poi uscirne.. Non mi sono mai sentito diverso ne escluso dalla società… mai avuto problemi esistenziali che mi portassero a smarrire la via di chi io fossi… Semplicemente.. volevo amare… E non mi bastava una famiglia con dei genitori, o fratelli, cugini e parenti vari… amici… L’amore per una donna.. non una qualsiasi… Mi hanno rimproverato di aver visto troppi film. E allora..? Che male c’è? Se così fosse … bisognerebbe domandarsi il perché.. G – Ti hanno per caso accusato di immaturità per questo ? Silenzio. David – Gli occhi delle persone parlano una lingua molto più comprensibile della bocca… E anche se la voce di coloro che amo più di ogni altra cosa non ha mai detto apertamente questo… nei loro occhi.. l’ho potuto leggere… e il dolore è stato grande… G – Chi sarebbero questi “loro” di cui parli? Silenzio. G – La tua famiglia? Silenzio… di nuovo…. un interminabile silenzio.. David - … chi di più amo al mondo… Lo spazio tra i due si riempie di tristi note cantate dal vento… e una goccia di dolore, dai suoi occhi sgorga… solca il viso.. e bagna le labbra… G – I film sono gli unici a credere nell’amore… vero? David - …è così… oggi è così… Basta restare in ascolto… : “giusto nei film..” “..tanto nella realtà non è mai così..” “figurati se succedesse davvero..”… Dov’è l’errore? Nel troppo amore che ne viene raccontato..? E perché sarebbe un errore? Sento dire “perché la vita vera è più complicata..”… La vita vera… Chi può dire cosa sia la vita vera… La vita viene da Dio… e se Dio è amore.. da lui non può che venire amore.. E allora tutto l’odio, le sofferenze, gli errori… tutto questo viene da noi… E siamo solo noi quindi che possiamo cambiarlo! Dobbiamo! Ma soprattutto… davvero…possiamo farlo.. Silenzio. G – Chi dice che in tutto questo c’è immaturità? I loro sguardi s’incrociano.. da entrambi.. sgorgano le gocce dell’amore… G – Ancora non mi hai detto perché soffrire… David – Che c’è di più grande dell’amore? G – Nulla. David – Quello che credo anch’io… E allora non possiamo credere di conquistare qualcosa di così grande.. forse quanto di più grande ci sia nell’universo, senza passare per la sofferenza… La sofferenza ci forgia nell’animo.. ci rende consapevoli di quale dono sia l’amore.. di quanto misericordioso sia stato il Padre Nostro con noi per avercelo donato.. di quanta attenzione dobbiamo avere nel conservarlo… Mi è stato chiesto se l’amore può nascere da tanto dolore e sofferenza… Ho risposto… che non può essere altrimenti… perché solo conoscendo l’amaro… si può davvero apprezzare il dolce… La sofferenza… L’amore passa per la sofferenza…attraverso il dolore… Questo.. è quello che credo… quello che duemila anni fa.. mi è stato insegnato dall’alto di una croce… da chi per salvare il mondo.. ha preso su di sé le sofferenze del mondo intero.. Per donare Amore… ha sofferto… Soffrire e amare… L’indissolubile binomio che conduce per la via della vita… Silenzio. Uno sguardo carico di amore scruta David… G - …la via della vita… Forse mai prima d’ora…l’amore è stato raccontato meglio…
Nello spazio tra il cielo e la terra … non potè l’occhio umano scorgere altro che amore..
David – Io… non ho la presunzione… di dire che davvero è così… così come penso io… G – Sarebbe presunzione parlare in questo modo dell’amore? David – No… parlavo di altro… G – e di cosa? Silenzio. David – Nulla… spero solo che se ho peccato… Dio mi perdoni…
* * * G – Mi è capitato.. negli anni.. di incontrare persone che avessero paura di amare.. Forse.. è comprensibile. I sentimenti sono quanto di più tagliente esista. E’ legittimo averne paura.. o perlomeno.. valutarne attentamente la portata, per evitare magari che dopo, si stia ancora peggio… Non siamo tutti uguali. Non tutti reagiamo allo stesso modo. Non vuoi essere giudicato… E allora non giudicare gli altri… Prima di ogni altra cosa.. comprendi..! Cerca sempre di mettere l’altro prima di te stesso… cerca di capirlo… Se tu darai a lui la tua comprensione.. non potrà egli negarti la sua… David – Ho sempre voluto comprendere gli altri… G – Ragione di più per farlo con chi al mondo ami di più… David – Mi sono sempre prestato a comprenderla… G – Fino in fondo? David – Fin dove necessitavo di essere compreso io… Silenzio. G – E allora vai oltre! David – Cosa? G – Oltre! L’amore è oltre ogni cosa giusto? E allora spingi la tua comprensione oltre…oltre la tua sofferenza.. oltre gli altri che giudicano… Vai Oltre!! Se come credi l’amore è oltre… allora per raggiungerlo non puoi fare altro che SPINGERTI OLTRE…!! Metti da parte il tuo dolore… comprendi il suo… Non potrà mai negare… la sua comprensione… Fa che il rispetto per lei, il tuo saperla comprendere, superi quello di chiunque…Amala …amala incondizionatamente ..ma portale rispetto.. per i suoi pensieri.. per il suo dolore.. per lei… C’è un tempo per tutto… per portare ogni cosa “oltre”.. Riconosci il tempo di spingere “oltre” la tua comprensione ...Mai… il suo amore per te potrà restare celato… perché tu ti sarai spinto là dove l’amore aspettava…OLTRE… Silenzio. * * * David – Perdonami… perché avevo smarrito la via.. ma ora… l’ho ritrovata…
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